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Normes, brevets et protocoles

L'Italia non è più isolata nel voler fermare il brevetto europeo in tre lingue

22/10/2010

Tra i ministri Ue è muro contro muro sulla scelta delle lingue per il brevetto Ue. Il ministro Andrea Ronchi ha ribadito che l'Italia «porrà il veto contro la scelta del trilinguismo (inglese, francese e tedesco, ndr) se non sarà trovata un'altra soluzione che sia per noi accettabile e non sia discriminatoria». La posizione italiana non è cambiata rispetto a qualche giorno fa perché la proposta di esaminare e concedere brevetti Ue in francese, inglese o tedesco è sostanzialmente la stessa e comunque le novità introdotte dalla presidenza belga non sono giudicate dall'Italia sufficienti a togliere dal tavolo il veto italiano e forse anche della Spagna al momento in cui si prenderanno formalmente le decisioni.

Il punto non è finanziario: presidenza belga e Commissione sono d'accordo nel garantire la copertura "totale" dei costi della traduzione del brevetto in inglese, francese e tedesco da una qualsiasi delle lingue ufficiali della Ue. Il punto riguarda la validità legale del brevetto che, secondo la proposta sul tavolo, viene riconosciuta nella versione di una delle tre lingue. «La nostra contrarietà, il nostro disappunto è dovuto alla discriminazione linguistica ai danni dell'Italia e dell'interesse delle imprese italiane ed europee, in particolare delle piccole e medie, ad avere un sistema di brevetto Ue meno costoso e accessibile da tutti i punti di vista. Non si tratta di dare mance alle piccole imprese, non possiamo accettare una soluzione a scapito dell'Italia, occorre una soluzione politica dignitosa», ha indicato il ministro Ronchi. All'Italia si è affiancata apertamente la Spagna. «L'Italia non è isolata, si è rotto il fronte a favore della proposta della Commissione - ha spiegato Ronchi - Oltre alla posizione spagnola uguale alla nostra, hanno espresso dubbi, perplessità Cipro, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia».>>>>>>>

Source : Il Sole 24 Ore

Mots-clés : italien brevet

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